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Chindasvindo
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mwbqChindasvindo dei Visigoti (Chindasvinto in spagnolo, Khindasvint in catalano e Chindasvinto in portoghese; 563 – Toledo, 30 settembre 653) è stato Re dei Visigoti dal 642 al 653.
Contents
• Origine
• Note
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Origine
Di Chindasvindo non si conoscono le origini. Il mwcgDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia sostiene che Chindasvindo era discendente di una nobile e potente famiglia visigota, molto probabilmente la stessa di mwcwChintila, anche per il fatto che dopo avere deposto il figlio di Chintila mwdaTulga, lo fece tonsurare e non lo soppressecite-ref-quindasvinto-1-0[1].
Biografia
Nel corso del 641 Chindasvindo, di circa 79 anni, capeggiò una ribellione contro il re mwggTulga, un re debole di carattere, come ci viene confermato dal mwgwChronicon Albeldense (mwhaBlandus in omnia fuit)cite-ref-albeldense-2-0[2] e fu proclamato re da una parte della nobiltà, senza l'appoggio del clerocite-ref-quindasvinto-1-1[1]. Chindasvindo doveva essere un comandante dell'esercito che combatteva contro i Vasconi fu dichiarato re dalle sue truppe e dai nobili della zona, forse a mwjqPamplona, ma molto più probabilmente a mwjgPampliega, località vicino a mwjwBurgoscite-ref-quindasvinto-1-2[1].
Secondo una prima versione, Chindasvindo, nel 642, marciò su mwlqToledo, fece prigioniero Tulga, lo fece tonsurare (non poteva più essere re, in quanto chierico) e lo rinchiuse in un monastero, dove l'anno seguente morì; secondo il mwlgDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, di Tulga rinchiuso in un monastero non si ebbero più notiziecite-ref-tulga-3-0[3]; secondo Henri Leclercq, nel suo mwmwL'Espagne chrétienne, il giovane Tulga, di carattere remissivo e pio, accettò di essere deposto, pur di salvare la vitacite-ref-espagne-4-0[4].
La seconda versione, di mwoqsant'Ildefonso di Toledo (?-667), forse più credibile, fu che, senza l'appoggio del clero, la ribellione fallì e Chindasvindo rimase un ribelle, con poco seguito, che controllava solo una parte del regno e che la provvidenziale morte, per malattia, di Tulga, nel 642, gli facilitò l'elezione a re dei Visigoti.
Il mwowChronica Regum Visigotthorum cita Tulga, confermando che fu re per due anni e quattro mesi (mwpaTulga regnavit annos II menses IV)cite-ref-5[5], come il Laterculus regum Visigothorummwqq (II a. IV m.)cite-ref-6[6]; mentre il Chronicon Albeldensemwrg conferma che Tulga regnò tre anni e fu remissivo in tuttocite-ref-albeldense-2-1[2].
Comunque nel maggio del 642 Chindasvindo fu eletto recite-ref-altamira-7-0[7], dalla nobiltà e dai vescovi, secondo il canone n° 75 del IV Concilio di Toledo.
Anche la mwuqIsidori Iunioris episcopi Hispalensis historia riporta che in quell'anno Chindasvindo conquistò il poterecite-ref-iunioris-8-0[8].
Chindasvindo, di carattere forte e volitivo, sottomise la nobiltà e il clero al potere reale. Per prevenire ogni tentativo di eventuale ribellione colpì la nobiltà, sia quella elevata (con duecento esecuzioni), che quella piccola (con cinquecento esecuzioni), solo per il semplice sospetto. Accompagnò le esecuzioni con condanne all'esilio e confisca dei beni, tutto senza che alcuna ribellione si fosse verificata, senza avere alcuna prova che si tramasse contro la coronacite-ref-altamir-9-0[9].
Nel VII Concilio di Toledo, convocato il 16 ottobre 646, furono confermate tutte le punizioni inflitte, che furono estese a tutti coloro che si opponevano non solo al re ma anche ai membri del clero che erano fedeli al re. In questo concilio fu approvato un canone che imponeva pene gravissime, quali scomuniche e confisca dei beni per ribelli o emigrati che chiedevano l'aiuto di monarchi stranieri, che erano esortati a non concedere aiuto. Questo porta a pensare che molti nobili, che, nel periodo delle esecuzioni erano riparati all'estero (regno dei mwygFranchi oppure mwywNordafrica) ora, da lì, cercavano, con ogni mezzo, di suscitare nuove insurrezionicite-ref-altamir-9-1[9]cite-ref-11[11]. La convocazione del VII mwbaconcilio di Toledo è riportata anche dalla mwbqIsidori Iunioris episcopi Hispalensis historiacite-ref-iunioris-8-1[8].
Schiacciata ogni opposizione portò il regno alla pace e all'ordine, che non si era mai visto prima (negli undici anni del suo regno non si verificò alcuna sollevazione)cite-ref-altamir-9-2[9]. Negli annali ecclesiastici Chindasvindo è ricordato come un benefattore, in quanto parte dei terreni che venivano confiscati erano stati donati alla chiesa, che lo ricompensò favorendo il principio dell'ereditarietà della successione. Come ricorda il mwdwChronicarum Fredegarii libri IV, con l'appoggio del clero, il 20 gennaio 648, fece incoronare (correggente) il proprio figlio mweaReccesvindo, che da quel giorno fu il re effettivocite-ref-fredegarii-12-0[12], ripristinando così una monarchia ereditaria.
Nel 649 Chindasvindo abdicò a favore del figlio mwfgReccesvindocite-ref-altamir-9-3[9]cite-ref-espagn-13-0[13].
Chindasvindo migliorò la situazione finanziaria del regno oltre che tramite le confische anche con più equo ed efficace sistema di tassazioni.
Con l'assistenza di mwlgBraulio, vescovo di mwlwSaragozza, Chindasvindo cominciò ad elaborare un codice che fosse valido sia per i visigoti che per gli ibero-romani, riunendo così le leggi della mwmamwmqlex Romana Visigothorum o mwmgBreviario di Alarico, che regolava i diritti degli ibero-romani, a quelle del mwmwCodice di Leovigildo, usato per i Goticite-ref-15[15]. Il codice fu promulgato da figlio Reccesvindo, nel 654, un anno dopo la sua morte e fu chiamato mwoaLiber Judiciorum o mwoqForum Judiciorum ed è noto anche come mwoglex Reccesvindianacite-ref-16[16].
Passò gli ultimi anni di vita dedicandosi ad opere di pietàcite-ref-fredegarii-12-1[12]. Finanziò la costruzione di un mwramonastero, nei pressi di mwrqValladolid, lungo il corso del mwrgDuero, in cui, alla sua morte, avvenuta in età molto avanzata, di circa novant'annicite-ref-fredegarii-12-2[12], il 30 settembre 653cite-ref-17[17], nel 653, fu sepolto accanto alla moglie Riciberga.
Il mwuaChronica Regum Visigotthorum cita Chindasvindo, confermando che fu re per sei anni otto mesi e undici giorni, inoltre assieme al figlio mwuqReccesvindo, quattro anni otto mesi e undici giornicite-ref-18[18], come il mwvgLaterculus regum Visigothorumcite-ref-19[19]; mentre il mwwwChronicon Albeldense conferma che Chindasvindo regnò sei anni da solo e quattro con il figlio mwxaReccesvindo, pacificò la Spagna, convocò un sinodo e morì a Toledocite-ref-20[20].
Secondo lo storico inglese, mw1qEdward Gibbon, durante il regno di Chindasvindo, cominciarono le razzie degli mw1garabi nella mw1wpenisola iberica, per l'esattezza nel periodo di mw2aOthman, terzo califfo ortodosso islamico (644 - 656), si ebbero delle scorrerie di navi pirate lungo le coste dell'attuale mw2qAndalusia nella provincia mw2gBetica.
Il giudizio del suo contemporaneo mw3asant'Eugenio (?-657), vescovo di Toledo, fu negativo; lo definì mw3qempio, mw3gingiusto e mw3wimmorale.
Matrimonio e discendenti
Chindasvindo dalla moglie Riciberga (morta dopo il 18 ottobre 646, data in cui, secondo la mw4gDiplómatica Visigoda (non consultata) risulta che assieme al marito fece una donazione ad un monastero)cite-ref-chindasvinto-22-0[22]. Chindasvindo da Riciberga ebbe due figlicite-ref-chindasvinto-22-1[22]cite-ref-chindaswind-23-0[23]:
• mw8qReccesvindo (? - 672), che successe al padre sul trono dei Visigoticite-ref-24[24];
• mw9wTeodofredo (circa 645 - 702), che, secondo la mw-aCronica Alfonso III, durante il regno di mw-qEgica, per ordine del re, fu accecato, per impedirgli di poter essere pretendente al tronocite-ref-25[25], e ucciso durante il regno di mw-gWitiza, sempre per ordine del re, che, dopo il 687, aveva sposato Ricilocite-ref-alfonso-26-0[26]. Teodofredo da Ricilo aveva avuto almeno un figliocite-ref-chindaswind-23-1[23]cite-ref-alfonso-26-1[26]:
• mwaroFavila (figlio presunto, non esiste alcuna prova della parentela), duca di Cantabria, dignitario alla corte del re mwarsEgica, fu ucciso dal futuro re mwarwWitiza, prima del 702. Favila era il padre di mwar0Pelagio, primo re delle mwar4Asturie, quindi diretto discendente di Chindasvindocite-ref-chindasvinto-22-3[22].
Note
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cite-note-211. Il mwad0mwad4Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense è una cronaca storica della mwad8penisola iberica, che narra le vicende del regno visigoto, della conquista musulmana, della mwaeareconquista, partita dal mwaeeRegno delle Asturie, sino all'inizio del regno di mwaeiAlfonso III delle Asturie, scritta nell'881.
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Bibliografia
Fonti primarie
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• mwaio(LA) mwaisAnastasii abbatis opera omnia.
• mwai0(LA) mwai4Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, tomus XI, Isidori Iunioris episcopi Hispalensis historia.
• mwaja(LA) mwajeMonumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, tomus XIII, Laterculus regum Visigothorum.
• mwajm(LA) mwajqMonumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum.
• mwajy(LA) mwajc#ES Patrologiae latinae, Volume 80.
• mwajk(ES, LA) Clásicos de Historia, Crónica de Alfonso III.
Letteratura storiografica
• mwaj0Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in Storia del mondo medievale, vol. I, Garzanti, 1999, pp. 743-779.
• mwaj8Henry John Roby, Il diritto romano, in Storia del mondo medievale, vol. I, Garzanti, 1999, pp. 628-687.
• mwake(FR) #ES L'Espagne chrétienne, su archive.org.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itChindasvindo re dei Visigoti, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiaChindasvindo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itChindasvindo, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdbe(ES) Chindasvindo, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.
• mwala(EN) Foundation for Medieval Genealogy: KINGS of the VISIGOTHS in SPAIN 531-711 - CHINDASVINTO, su fmg.ac.
• mwali(EN) Genealogy: Iberia 1 - King Chindaswind, su genealogy.euweb.cz.